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Il tonno rosso è minacciato dalla pesca eccessiva?

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Dans la Liste rouge européenne des poissons marins établie en 2015 par l’Union internationale pour la conservation de la nature (UICN), le thon rouge de l’Atlantique figure dans la catégorie « quasi menacée ».

La pesca eccessiva e la sovraccapacità delle flotte di pesca sono la causa principale dell’esaurimento del tonno rosso.

Lo sapevi?

Lapiaga della plastica in mare minaccia anche il tonno rosso. Secondo uno studio del 2015 sui grandi predatori del Mediterraneo (tonno e pesce spada), il 32,4% degli esemplari di tonno rosso esaminati conteneva plastica nello stomaco, una vera preoccupazione per l’IUCN e un segnale di allarme sui potenziali effetti di questi detriti sulla salute umana.

Thon Mer

Nel 2006, al fine di evitare un collasso totale delle popolazioni, un piano di recupero per l’Atlantico orientale e il Mediterraneo è stata adottata, comprese le misure per monitorare e controllare le attività di pesca (periodi di chiusura, obbligo di una “taglia minima di conservazione” di 115 cm o 30 kg (alcuni tipi di pesca hanno deroghe a 8 kg o 75 cm), divieto di aerei da ricognizione, presenza di osservatori a bordo delle navi, tracciabilità delle catture, ecc), ma le quote di pesca sono ancora troppo alte

Una piccola vittoria alla CITES

Sotto la pressione delle ONG e di alcuni stati (tra cui il Principato di Monaco e la Francia) che sostengono l’inclusione della specie nell’allegato 1 della Convenzione sul commercio internazionale delle specie di flora e di fauna selvatiche minacciate di estinzione (CITES) – che avrebbe l’effetto di vietare il commercio internazionale – la quota viene rivista al ribasso (13.500 tonnellate) per il 2010, seguendo per la prima volta il parere scientifico; una vittoria importante per le organizzazioni che lavorano per una pesca sostenibile del tonno rosso!

thons-congeles

Una situazione in miglioramento dal 2019

Grazie al rafforzamento del piano di recupero e a un controllo più efficace, la situazione del tonno rosso sta migliorando a partire dal 2009. Le catture dichiarate stanno diminuendo, il monitoraggio aereo mostra che i giovani tonni rossi sono più abbondanti, la biomassa riproduttiva sta aumentando e i pescatori li osservano più regolarmente. Oggi, la specie non è più “sovrasfruttata” ma lo stock attuale, anche se in condizioni migliori, è lontano dall’aver recuperato il suo livello preindustriale, e persistono cattive pratiche come la pesca illegale.

Con le quote di pesca destinate ad aumentare (32.240 tonnellate per il 2019, 36.000 tonnellate per il 2020 – tra cui 19.460 tonnellate per l’Unione europea e 6.026 tonnellate per la Francia) – i livelli più alti da quando il piano di recupero è stato messo in atto – sarà compito della comunità internazionale, degli scienziati e dei consumatori monitorare attentamente la situazione del tonno rosso atlantico nei prossimi anni. Da continuare, allora!

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